Dicevamo della gara di pixel...ho visto dei grandi frammenti rossi correre su un rettangolo verde, ed essere inseguiti disperatamente da dei piccoli frammenti blu, in cerca di qualcosa che potesse vagamente somigliare a una palla. Eh si, la palla, frammento quasi decisivo di quello sport chiamato calcio. Spiegatelo a Charisteas.
Angelos Charisteas è il simpatico omino al centro della foto, col numero 9 stampato sul petto, e quella faccia rivolta indietro, al passato, tipica di chi è conscio di aver commesso un'enorme cappellata. Se non prendi tu la palla, la prendono gli avversari; il calcio è semplice, non capisco perché lo si voglia sempre sublimare a qualcosa di più complesso. Charisteas manca la palla, un coreano meridionale invece la prende, e segna.
D'altronde Charisteas, come tutti i reduci da quell'esperienza di culo applicato allo sport che furono gli Europei in Portogallo del 2004, vinti dalla Grecia tra l'altro proprio con un suo gol in finale, è oramai pervaso da una totale incapacità di fare qualcosa di utile. Ne ho avuta la certezza quando, provando a superare un avversario in velocità, si è dovuto subito fermare perché gli usciva del fumo dal culo. Gli si era rotto il motore..
Insomma non esisterà un dio, ma chi di dovere si sta riprendendo ciò che sei anni fa si trovò ad elargire con incomprensibile generosità.
C'è da dire comunque che la Corea del Sud è una buona squadra. E dico purtroppo. Perché non immaginate quanto poco tolleri che dei giovanotti rubati al taekwondo si inventino calciatori di buon livello, fino a diventare una possibile futura preoccupazione, nel prosieguo del Mondiale, per altre nazionali che il calcio lo praticano da molto prima che i coreani decidessero di accompagnare una rappresentazione pratica alla realtà dei videogiochi! E quest'anno non hanno convocato neanche Byron Moreno..
(foto Reuters)
Angelos Charisteas è il simpatico omino al centro della foto, col numero 9 stampato sul petto, e quella faccia rivolta indietro, al passato, tipica di chi è conscio di aver commesso un'enorme cappellata. Se non prendi tu la palla, la prendono gli avversari; il calcio è semplice, non capisco perché lo si voglia sempre sublimare a qualcosa di più complesso. Charisteas manca la palla, un coreano meridionale invece la prende, e segna.
D'altronde Charisteas, come tutti i reduci da quell'esperienza di culo applicato allo sport che furono gli Europei in Portogallo del 2004, vinti dalla Grecia tra l'altro proprio con un suo gol in finale, è oramai pervaso da una totale incapacità di fare qualcosa di utile. Ne ho avuta la certezza quando, provando a superare un avversario in velocità, si è dovuto subito fermare perché gli usciva del fumo dal culo. Gli si era rotto il motore..
Insomma non esisterà un dio, ma chi di dovere si sta riprendendo ciò che sei anni fa si trovò ad elargire con incomprensibile generosità.
C'è da dire comunque che la Corea del Sud è una buona squadra. E dico purtroppo. Perché non immaginate quanto poco tolleri che dei giovanotti rubati al taekwondo si inventino calciatori di buon livello, fino a diventare una possibile futura preoccupazione, nel prosieguo del Mondiale, per altre nazionali che il calcio lo praticano da molto prima che i coreani decidessero di accompagnare una rappresentazione pratica alla realtà dei videogiochi! E quest'anno non hanno convocato neanche Byron Moreno..

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Dite dite....