venerdì 11 giugno 2010

Ore 20,30: URUGUAY - FRANCIA 0 - 0

Facessi un post sui Mondiali lo intitolerei: "per quello che ho visto". Perché ognuno parla, o dovrebbe parlare, per quello che vede, ma qua noi non vediamo un cazzo.
Grazie a mamma Rai, che si impegna sempre per ricordarci che grazie a lei vediamo i Mondiali senza pagare...come se il canone pagato dagli italiani fosse un'invenzione di Dan Brown, e come se poi li vedessimo davvero i Mondiali, visto che ci meritiamo solo una partita al giorno. I pidocchiosi dell'etere, i pezzenti della tv pubblica. D'altronde non sarebbe giusto intaccare il duopolio RaiSet..


Insomma per quello che ho visto, c'è da dire che in questo mondiale pare che nessuno voglia regalare niente. Nessuno vuole arrendersi, nessuno si svende. Anche se...anche se forse tutti i francesi svenderebbero volentieri, in cambio di una buona bottiglia di vino, quel povero incompreso del loro ct, Raymond Domenech, meglio noto come il "Mourinho dei poveri". Ha quasi tutto infatti dello "special one": l'antipatia, la scarsa attitudine al bel gioco,  il particolare rapporto con i media. Gli mancano solo un paio di elementi per una perfetta simbiosi: i soldi e una vittoria. Non vince mai, ma dico mai, ma dico niente, neanche una partita di tresette col nonno! E il nonno è pure morto..
Per quello che ho visto gli uruguagi, ossia i dieci che giocano attorno a Diego Forlàn,  han tenuto botta senza neanche affannarsi troppo, con Fernando Muslera che ha dimostrato ancora una volta che quel rincoglionito che gioca nella Lazio è un suo parente alla lontana. Parecchio alla lontana..
Mentre la Francia, ossia quei dieci che cercano di giocare lontano da quella pippa di Jeremy Toulalan (27 anni portati malissimo), è stata pericolosa solo di rado, nonostante gli ultimi dieci minuti giocati anche in superiorità numerica per via della giusta espulsione di Lodeiro, che ha voluto spendere la sua seconda ammonizione falciando Bacary Sagna e quella sua pettinatura del cazzo..


Menzione speciale per l'arbitro giapponese Nishimura. Il cui nome tradotto in italiano dovrebbe significare "culo a terra". (Appena potrò vi renderò la giusta testimonianza..)

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