Ma per caso c'è ancora qualche italiano rimasto nell'orbita di questo Mondiale e pronto a far danni?...
Pensavamo di aver dato tutto con Lippi e la sua nazionale di brutte speranze. Abbiamo poi riconosciuto l'indelebile macchia del non gioco all'italiana nell'Inghilterra di mr. Fab Capello (che rinominerei "Fab Four"), il quale è riuscito a spillare un rinnovo plurimilionario alla Football Association proprio poche settimane prima di una prematura eliminazione, tanto sospetta quanto meritata, agli ottavi di finale di un torneo che avrebbe dovuto e potuto vedere gli inglesi protagonisti. Quindi stasera, come se tutto ciò non fosse abbastanza, ci si è messa pure la coppia imperfetta Rosetti-Ayroldi, concedendo con una svista arbitrale macroscopica il primo gol argentino (in netto fuorigioco), a dare un'ulteriore apporto alla definitiva umiliazione delle italiche virtù sportive esportate in Sudafrica.
Succede che il vantaggio argentino lo segna Carlitos "Apache" Tevez (sopra in un'immagine esultante, ripreso di spalle per chi ha lo stomaco sensibile..) accompagnando facilmente in rete con la sua vivace testolina il pallonetto alzato da Messi per superare il portiere Oscar Perez, seduto col culo a terra.
Tutto molto poco bello, ma soprattutto irregolare. Perché Tevez è solo davanti alla porta messicana, oltre il portiere, oltre i due difensori che sono dietro il portiere a tentare di proteggere la porta vuota. Oltre l'infinito, e oltre. In fuorigioco, praticamente. Una chiamata non impossibile per Roberto Rosetti (che se lui è il miglior arbitro italiano mi verrebbe da pensare che gli altri sono degli asini drogati..) e il suo assistente Stefano Ayroldi, il cui operato disastroso vorrebbe portare la Fifa a revocare il titolo di "assistenti di linea" ai guardalinee, per sostituirlo con "passanti casualmente provvisti di bandierina"..
Avrete colto insomma l'entità del danno commesso da arbitro e collaboratore, i quali purtroppo caricano su di sé anche le colpe di Blatter e dell'International Board, che si ostinano a vietare l'utilizzo di apparecchiature esterne al terreno di gioco che possano davvero aiutare i direttori di gara. Magari non proprio una moviola totale, potrebbe bastare anche solo l'istant-replay per i casi più enigmatici.
Il Messico risente del gol subìto e si sfalda irrimediabilmente nonostante avesse iniziato la partita in maniera accorta e brillante contro il team di Maradona, il quale ha chiaramente deresponsabilizzato la squadra, chiedendole esclusivamente di coprire gli spazi per poi affidarsi in fase offensiva alla più assoluta libertà concessa a dei campioni che potrebbero ricavare un gol anche da uno starnuto.
Come fa appunto Tevez. E come fa "El pipita" Higuaìn in occasione del raddoppio, sfruttando un movimento disarticolato e stupido del difensore messicano Ricardo Osorio che gli lascia la palla e gli dice: "vai Gonzalo, vai e torna contento!..."
Quindi la doppietta personale di Tevez con un tiro potente e preciso che gonfia la rete e l'ego dello stesso Tevez che infatti, quando capisce di dover lasciare il posto a Juan Sebastian Veròn, mette un broncio che però non può far altro che renderlo più bello. E a metà ripresa il bellissimo gol, che sarà poi quello della bandiera per il Messico, siglato da Javier "El chicharito" Hernàndez, promettentissima stella del Manchester United.
Menzione speciale il maxi schermo del "Soccer city" di Johannesburg. Screditare immediatamente Rosetti, lì dall'alto, senza nessuna responsabilità o ipotesi di malafede, ma solo per necessità esistenziale, dev'essere stata una soddisfazione non da poco. Ennesima vittoria della macchina sull'uomo che ha deciso come e perché costruirla..

