martedì 15 giugno 2010

Ore 20,30: BRASILE - COREA DEL NORD 2 - 1

Ma quello di Maicon era un tiro o un tentativo di buttare una palla tesa in mezzo all'area a cazzo di cane?
Ma Michel Bastos è quel giocatore inutile che ha passato tutto il primo tempo a tirare in porta e crossare male, oppure è quello che nel secondo tempo saltava l'uomo e dava ampiezza al gioco del Brasile partendo dalla difesa (un po' come Maicon, naturalmente meno forte)?
Ma in virtù di quale sistema di pensiero i cronisti della Rai, con annessi commentatori, possono permettersi di sostenere che battere la Corea del Nord con un solo gol di scarto è meno onorevole che pareggiare col Paraguay?


Ma nel 2010 si può pensare di giocare a calcio camminando? (Eh Felipe Melo!?..)
Ma come è possibile che oramai Kakà faccia solo partite "onomatopeiche", riproducendo ossia le gesta del suo nobile nome?
Ma si capisce che questa partita non mi ha lasciato tanti spunti di riflessione? Il Brasile da almeno dieci anni mi annoia. Potranno vincere ciò che vorranno per lo stato di mediocrità in cui versa il calcio mondiale attualmente, però lenti e compassati come sono, e come son stati per gran parte del match contro i coreani, si fa davvero fatica a digerirli. Aspettiamo tempi migliori.
Detto ciò, tanto di cappello alla Corea del Nord, avversario dimostratosi davvero ostico e determinato. E' stato bello vederli esultare.

Menzione speciale per Jong Tae Se. E fortuna che nel calcio non esistono solo sbruffoni e "guappi di cartone"...

Ore 16: COSTA D'AVORIO - PORTOGALLO 0 - 0

Per i generali si usa dire "meriti acquisiti sul campo". Allenatori e giocatori, per cui la frase avrebbe egualmente senso visto che è il campo a determinare vittorie e sconfitte, sembrano invece non risultare più selezionati in base a questo assunto. A certi livelli del calcio esiste ormai un grado di cooptazione per cui gli addetti ai lavori girano e rigirano da una parte all'altra, da un contratto all'altro, senza meritarsi nulla di quello che guadagnano, ma avendo come unico merito l'esser parte di una cerchia di "arrivati" che vivono dello status evidenziato dal proprio curriculum. Una partecipazione, magari anche una vittoria, una collaborazione importante e poco altro che non sia qualcosa di remoto, a cui però non è seguìto più nulla in termini di traguardi raggiunti e progresso personale.


Insomma Carlos Queiroz (sopra) e Sven Goran Eriksson (sotto, quello che sembra l'urlo di Munch).


Il primo è il ct del Portogallo. Avete presente quella squadra che gioca un calcio splendido, fatto di passaggi veloci e tante triangolazioni? Ecco, il Portogallo è di solito la nazionale che ci gioca contro: lenta, prevedibile e senza un'idea che non sia quella di far tirare Cristiano Ronaldo, mister CR9, l'unico uomo che a casa invece degli specchi ha delle telecamere.
Beh per sciorinare questo sorta di "calcio-champagne" con una nazionale che, pur non essendo a livello delle migliori del mondo, non è composta comunque dagli ultimi stronzi, la federazione portoghese è arrivata a scegliere nientemeno che Queiroz, vincitore nel 1991 di un Mondiale under 20 con quella sfornata di talenti portoghesi come Rui Costa, Figo e Joao Pinto, ma poi famoso soprattutto per aver fatto il vice a sir Alex Ferguson nel Manchester United e per essere stato esonerato dal Real Madrid  nel 2004, dopo una stagione negativissima conclusa addirittura con 5 sconfitte consecutive in campionato.


L'altro genio del crimine pallonaro è l'attuale ct della Costa d'Avorio. Di lui si possono dire tante cose in effetti, è anche buone. Scudetti vinti, tra cui spicca forse quello del 2000 con la Lazio in rimonta sulla Juve; una Coppa Uefa col Goteborg; una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Europea vinte sempre a Roma sulla sponda biancoceleste dei debiti cragnottiani; una finale di Coppa dei Campioni col Benfica. Insomma all'allenatore svedese non si possono non riconoscere i trofei conquistati. Ma negli ultimi anni cosa si racconta di Sven-Goran?!
Stagione da dimenticare al Manchester City (nono posto), dopo campagna acquisti super esosa da parte dell'allora proprietario, ricchissimo imprenditore nonché ex leader politico thailandese, Thaksin Shinawatra.
Mini periodo da ct del Messico ancora più sconvolgente, con esonero nell'aprile 2009 dopo una sconfitta in Honduras che mette in pericolo il possibile approdo dei messicani al Mondiale sudafricano.
Quindi una storia anonima di soldi presi per nessun risultato conseguito come Direttore Generale del Notts County, club di quarta serie inglese, fino al febbraio scorso. Ed ora la notevole chiamata come guida della Costa d'Avorio. Una carica quasi onorifica direi..


Squadre che in questo pareggio a reti nulle, che ha aperto il girone G, hanno offerto uno spettacolo al limite della decenza per impegno e agonismo, ma dai toni tecnici e tattici scarsi, nonostante i buoni giocatori presenti  tra le file delle due squadre. Meglio gli ivoriani nel complesso. Meglio per il Mondiale se iniziano a giocare a calcio..


Menzione speciale per Gervais Yao Kouassi - (Gervinho), attaccante della Costa d'Avorio con nome "portoghesizzato", e un attaccatura dei capelli che la vorrebbero studiare i geologi di mezzo mondo: pelato fin sopra le orecchie, ma con simpatiche e lunghe treccine ai lati. In mezzo ai capelli non ha una riga, ma una foce a delta..

Ore 13,30: SLOVACCHIA - NUOVA ZELANDA 1 - 1

Oh ma che bella partita!....Avrei potuto dire se solo l'avessi vista. Ma così non è stato e me ne vanto. Perché una partita del genere sai che farà schifo ancor prima di vederla. La mediocrità certe volte è un postulato più che un giudizio indotto.
Dovrebbe aver segnato una squadra e poi l'altra, questo credo sia a grandi linee il sunto del match. Con la piccola postilla che, a quanto pare, la Nuova Zelanda non abbia palesato quello squallore che un po' tutti le avremmo sinceramente accreditato. E d'altro canto complimenti vivissimi alla Slovacchia per il difficile pareggio conquistato!....Ma questa è un'altra storia, e magari ne riparleremo dopo aver visto il nostro di risultato contro i neozelandesi.


E allora come non dedicare almeno una foto e poche righe al difensore nativo di Auckland, ma cresciuto in Danimarca, Winston Wiremu Reid, autore quest'oggi del gol che è valso alla Nuova Zelanda il primo punto conquistato in un Mondiale di calcio, competizione a cui partecipa per la seconda volta dopo la prima esperienza di Spagna '82 chiusa con tre sconfitte, due gol fatti e dodici subiti.
Ecco, poco più di cinque righe mi sembrano la giusta dose di considerazione per quello che hanno fatto Slovacchia e, soprattutto, Nuova Zelanda..


Menzione speciale per l'Italia (e un pochino per il Paraguay): che culo!.....