sabato 26 giugno 2010

Ore 20,30: USA - GHANA 1 - 2 dts

Tutto sommato è giusto così. A parte la famosa regola che chi vince ha sempre ragione (anche se questo non significa stare dalla parte del giusto), a parte che non ci si poteva presentare ai quarti di finale senza almeno una squadra del continente che per la prima volta ospita i Mondiali di calcio, a parte tutto questo mi sento di dire che è meglio veder andare avanti il Ghana piuttosto che gli States.
Perché hanno qualcosa da esprimere, voglia di mettersi in gioco, cattiveria, ostinazione, buone individualità, un gruppo apparentemente compatto e una certa freschezza atletica che li rende più prepotenti. Non che i calciatori Usa siano delle larve umane, anzi, ma non hanno mostrato quel piglio che ti fa capire che una squadra vuole assolutamente portare a casa una vittoria.


Se poi trovi davanti alla porta ghanese un uomo nel pieno di quelle che si usano chiamare "giornate di grazia", e vale a dire l'estremo difensore Richard Kingson (noto anche col nome turco di Faruk Gursoy), che para tutto ciò che gli passa davanti tranne il rigore di Landon Donovan, allora è anche inutile stare a parlare di meriti o di demeriti.
Anche se è obiettivamente il Ghana a mostrare qualcosa in più rispetto alla quadratura tattica statunitense, che tenta di essere sempre ordinata, ma risolve il suo gioco unicamente nei lampi di abilità tecnica del centrocampista del Fulham Clint Dempsey, autore dell'azione da cui scaturisce il rigore che porta la partita ai suplementari; del già citato Donovan; e del giovane gigante Jozy Altidore, attaccante negli ultimi mesi in prestito dal Villlareal all'Hull City, il quale, nonostante la notevole stazza fisica, mostra un'altrettanto sorprendente velocità d'esecuzione nelle sue giocate. A differenza di Iaquinta, aggiungerei..
Purtoppo però c'è anche la fase difensiva, e qui si ride (o si piange) abbastanza nel vedere il gol vittoria del Ghana, segnato da Asamoah Gyan, che scappa verso la porta completamente ignorato dai centrali del reparto arretrato americano, e in particolare dal capitano Carlos Bocanegra. Il difensore d'origine messicana, immerso nel suo ritardo esistenziale, arranca lentamente e inutilmente per fermare Gyan e, prima ancora che l'attaccante ghanese scocchi il suo tiro vincente, ha già gli occhi verso il cielo, pronto a incrociare lo sguardo di dio per fargli capire che lui, Bocanegra, lo sa che ha appena commesso una leggerezza quantomeno inopportuna.

Menzione speciale per Sulley Muntari. Il centrocampista, panchinaro nel Ghana ma spesso titolare quest'anno nell'Inter, avanza nel Mondiale in barba a quel calcio italiano che lo ospita con tanta ingiustificata riconoscenza, anche economica. Ecco uno dei motivi per cui il calcio nostrano è da rifondare.

Ore 16: URUGUAY - COREA DEL SUD 2 - 1

Quando il gioco si fa duro, i gol iniziano ad essere pesanti come la pioggia caduta oggi incessantemente sullo stadio di Port Elizabeth. E non serve farne tanti. Semplicemente uno in più degli avversari, al momento giusto, quando capita l'occasione, senza per forza sprecare energie attaccando inutilmente per novanta e passa minuti.
Ed ecco come l'Uruguay procede, a passo di formica, verso i gradini più alti di questo Mondiale. Senza strafare, forse con un po' di fortuna, ma con grande umiltà e disponibilità al sacrificio.
Se poi hai in squadra chi riesce a inventare gol dal nulla, allora tutto diventa meno complicato.


Il gol vittoria infatti è un'autentica prodezza di Luis Alberto Suàrez (ora a 3 gol nel torneo). Un destro ad effetto, quasi dal vertice sinistro dell'area di rigore, che si insacca dove il portiere sudcoreano non sarebbe mai potuto arrivare. Sia per la traiettoria superba del tiro, sia perché lo stesso portiere sudocoreano Jung Sung-Ryong è chiaramente una comparsa scelta dal ct Huh Jung-Moo per coprire un ruolo forse non molto praticato in Corea del Sud. E a conferma di ciò basti vedere il primo gol uruguagio, siglato dopo pochi minuti di gara sempre da Suàrez: cross basso di Diego Forlàn; Sung-Ryong si sdraia a terra; i compagni difensori credono l'abbia fatto per prendere la palla e allora si fermano (e sbagliano..); Sung-Ryong si dimentica che lavora per prendere la palla; Suàrez a porta vuota non fa lo schizzinoso e segna.
In mezzo alle due reti poco altro per l'Uruguay, se si escludono un gol facile sbagliato dal solito Suàrez con un colpo di testa che a tanti è parso più uno starnuto (ma se fosse già un attaccante completo a 23 anni non giocherebbe nel campionato olandese..), e un rigore assurdamente non concesso dall'arbitro tedesco Wolfgang Stark a Maxi Pereira per un fallo di mano di Lee Jung-Soo, evidente quasi quanto il conflitto di interessi di Berlusconi.
La nazionale asiatica esce fuori dal Mondiale senza aver comunque demeritato più di tanto, considerati soprattutto il secondo tempo di predominio assoluto del gioco e le buone individualità messe in campo, a iniziare dalla grande classe confermata dal capitano del team, nonché ala del Manchester United, Park Ji-Sung; passando per la veloce seconda punta, da due anni nel Monaco, Park Chu-Young (giocatore con quoziente intellettivo di 150, il triplo di Pepe per intenderci..), che oggi ha anche colpito un palo su punizione; e finendo con Lee Chung-Yong, centrocampista del Bolton e autore oggi del suo secondo (inutile) gol nella coppa.


Menzione speciale per Fernando Muslera. Il portiere uruguagio della Lazio è sempre più una certezza assoluta. La certezza che, se gli avversari prendono lo specchio della porta, nove volte su dieci è gol. E' un bravo ragazzo e un buon professionista, non lo metto in dubbio. Ma in futuro gettarsi a terra dopo che la palla è passata non gli servirà ad evitare gol. E poi, se non si sente sicuro, non uscisse proprio dai pali, così evita di restare piantato in posizioni dementi a fissare il cielo, le stelle e le teste di quelli gli buttano la palla in porta..