martedì 29 giugno 2010

Ore 20,30: SPAGNA - PORTOGALLO 1 - 0

Il solito, grazie.
No, non è la frase detta da Adriano prima di consumare quella quotidiana cassa di birra nel suo bar brasiliano di fiducia.
E' piuttosto la registrazione del momento in cui la Spagna si leva dal torpore insospettabile (forse voluto) che tradisce in questo Mondiale, e decide di ordinare ciò che sa esserle sufficiente in quel momento per cambiare senso alla serata. E in questo momento ciò che basta alla Spagna è David Villa, il formidabile attaccante della comunità asturiana di Langreo, nonché (e qui mi permetto uno sbilanciamento quasi senza timore d'esser contraddetto..) futura macchina da gol in quantità industriali nel Barca di Pep Guardiola.


David Villa Sànchez, uno che vive per fare gol. Ciò potrebbe significare poco e nulla se si pensa che anche Iaquinta vive per fare gol. Però, a differenza di tanti altri millantati attaccanti, Villa i gol i li fa davvero. E anche a valanga, e anche belli. Quando prende la palla guarda sempre la porta. Poi, se proprio non ha altra scelta, depone assist sui compagni di squadra. Ma non prima di aver tentato di superare in dribbling almeno tutta la difesa avversaria. Ecco se gli si volesse trovare un neo forse è proprio nell'eccessiva driblomania. Che però è anche sinonimo di caparbietà.
E caparbio è il gol vittoria, a suggello di un'azione tutta palla a terra "made in Barca", portata avanti dal passaggio illuminante di Andrés Iniesta, rifinita dal sublime colpo di esterno-tacco del solito geniale Xavi (forse in leggero fuorigioco), e chiusa in rete da Villa dopo una prima conclusione ben ribattuta dall'ottimo portiere portoghese Edoardo dos Reis Carvalho.
Qui si desta la Spagna, aiutata molto anche dalla sostituzione, precedente al vantaggio, di Fernando Torres (ancora sottotono) con un altro attaccante pure uguale nel nome di battesimo: il ragazzone basco Fernando Llorente. Che si presenta subito con un bel colpo di testa, va di nuovo vicino al gol, e si fa notare in generale per un maggiore attivismo (non a caso è basco!....) rispetto al "Nino" del Liverpool.
Qui si sfalda il Portogallo di Carlos Queiroz che, non avendo una pezza di trama di gioco, aveva impostato la gara su un controllo militaresco della propria area, addossando soprattutto a Cristiano Ronaldo (non è un fuoriclasse che può trascinare da solo la squadra, credo sia ormai palese!..), e in parte anche ad Hugo Almeyda, la responsabilità di creare qualcosa che potesse minimamente assomigliare a un gol. Perché dobbiamo ricordare che senza quelli nel calcio non si va avanti. E infatti il Portogallo dov'è andato!?...
Della serie: bisogna saper vincere, non sempre si può perdere..


Menzione speciale per il difensore portoghese Ricardo Miguel Moreira da Costa. Non è bello giocare dopo aver scoperto che ti hanno rubato l'auto, lo capisco. Però quell'aria incazzosa, quella faccia imbruttita dalla rabbia e quel desiderio di farsi espellere sfogandosi sui calciatori spagnoli, non sono certo elementi che possono aver aiutato la tua squadra...dai su..

Ore 16: PARAGUAY - GIAPPONE 5 - 3 dcr

Mi rifiuto espressamente. Ha vinto il Paraguay. Ai rigori. Alla prossima.