Questi olandesi sono i nipotini di Neeskens e Cruyff.
Parola di Galeazzi, che se tanto mi dà tanto dovrebbe essere il nipote di King Kong. Ok, è una stupida battuta sulla struttura fisica di una persona, scusate. Però stasera le grandi vaccate a commento di questa semifinale vinta dall'Olanda si son davvero sprecate. Non si potrebbe istituire il reato di abuso di commenti fuori luogo? Tra i giornalisti di questa Rai di merda c'è sempre qualcuno che, in barba a ogni decenza, si prende la licenza di richiamare la storia per usarla come meglio gli pare, manco fosse una schiava delle sue ridotte doti intellettuali.
E allora l'Olanda ha meritato questa finale perché avrebbe già dovuto vincere il titolo mondiale nel '74 allorché, nell'acme della sua esperienza calcistica "totalitaria", dovette affrontare in finale l'ostacolo insormontabile dei padroni di casa tedeschi; e perché anche nella finale del '78, a chiusura del ciclo di quella che fu la vera "arancia meccanica", si trovò la strada sbarrata dai legittimi proprietari del suolo, gli argentini di Menotti e della dittatura militare di Videla, alla fine campioni con grandi sospetti sulla regolarità del torneo; e poi non si può dimenticare che campioni come Van Basten e Gullit l'avrebbero meritato un riconoscimento mondiale (oltre a quello europeo)... Ora mi chiedo io: ma perché queste stronzate non le andate a dire in spiaggia, sotto l'ombrellone, quando siete emarginati con la vostra mediocrità, nessuno è "costretto" a darvi retta, e potete pure giustificarvi accusando il troppo caldo del vostro parlare a vanvera?!....
Stasera è accaduto soltanto che la squadra più forte ha vinto, in maniera non del tutto convincente, contro quella meno forte. Succede da quando esiste il calcio. Anzi, forse proprio la prima partita nella storia del calcio moderno, quello che pratichiamo da più di 150 anni, fu una vittoria immeritata della squadra favorita. Dovrebbe essere una cosa normale.
E invece no. Siamo costretti a sorbirci questa interpretazione del calcio come una macchinazione del fato che premia chi s'è comportato bene nei decenni precedenti senza ottenere il giusto riconoscimento, un po' come quegli alunni seri e studiosi che non riescono mai ad andare aldilà del 6 e mezzo, ma che poi ottengono il diploma con un punteggio superiore a 80: voto di stima. Ecco, secondo questa logica l'Olanda dovrebbe vincere un Mondiale per la stima. Fregnacce dei commentatori italici.
Intanto vediamo di celebrare meritatamente il buon 35enne Giovanni van Bronckhorst. Senza il vantaggio improvviso siglato dal suo capitano, l'Olanda non sarebbe riuscita infatti a sbloccare una gara che stava giocando male e che s'avviava verso un modestissimo 0 a 0. Per di più il gol dell'ex terzino di Arsenal e Barcellona è stata una vera e propria prodezza balistica, una scheggia da trenta metri in posizione defilata, infilatasi tra il palo sinistro e la mano di Fernando Muslera.
Stavolta il portiere uruguagio della Lazio, da me comunque non considerato degno di tali livelli del calcio professionistico, risulta tutto sommato incolpevole, vista la traiettoria "a uscire" presa dal pallone. E se dovessi trovare una colpa a Muslera, direi che è troppo corto. Secondo me a lui non si può attribuire una mancanza di elasticità, ma proprio una mancanza di tessuti.
Poco dopo però pareggia l'uruguay con Diego Forlan. Il suo bel sinistro a effetto sorprende Maarten Stekelenburg che, probabilmente poiché coperto dal compagno John Heitinga, vede la traiettoria del pallone in dirittura d'arrivo e riesce solo a schiaffeggiarlo goffamente senza evitare la rete. Il secondo tempo comincia a giocarlo solo l'Uruguay, soprattutto grazie al grande lavoro di movimento di Edison Cavani (difatti criticato dai commentatori post gara..), ma è l'Olanda, dopo una mega occasione a porta vuota sprecata dal destro di Robben (che ha la stessa sensibilità dell'uncino del Capitan Hook di Peter Pan), ad andare in vantaggio con un colpo di culo di Wesley Sneijder, il cui tiraccio carambola su un paio di difensori uruguagi prima di finire dietro Muslera.
Allora apriti cielo: per i cronisti Sneijder è da pallone d'oro!....Chi se ne frega se fino a quel momento era stato anonimo come quasi tutti i suoi compagni, lui è decisivo "anche quando gioca male"!....Eccoli i giornalisti italiani, servi della circostanza.
La partita si smonta. Poco dopo cross di Dirk Kuyt dalla sinistra e Arijen Robben, che fino a quel momento con i piedi aveva parecchio deluso, decide di usare la testa e segna il terzo gol olandese. L'Uruguay è sfiduciato, e il ct Tabarez più di tutto l'Uruguay. Sostituisce allora il miglior giocatore della squadra (Forlan) con un aiuto-magazziniere, e dopo pochi minuti vede accorciate le distanze con un gol del terzino destro Maxi Pereira. Insomma nei minuti di recupero, con un solo gol che la divide da degli insperati supplementari, la celeste si ritrova senza il suo bomber, l'unico capace di poter segnare su calcio piazzato o con un tiro da fuori. Infatti non segnerà mai. La partita finirà, e solo allora Tabarez si ricorderà che è il basket, e non il calcio, lo sport in cui i giocatori sostituiti possono rientrare...
Menzione speciale per Alvaro Pereira, esterno sinistro dell'Uruguay e del Porto. Se nessun tifoso uruguaiano ha invaso il campo per convincerlo, con le buone o con le cattive, ad interrompere subito la sua oscena esibizione, è solo perché il colore della pelle avrebbe potuto identificare l'atto come una discriminazione razziale. E invece Pereira è scarso, solo e semplicemente scarso..

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