sabato 19 giugno 2010

Ore 16: GHANA - AUSTRALIA 1 - 1

In principio era il caos. Poco dopo venne il girone D del Mondiale sudafricano.
Dove vincere viene considerato presuntuoso. Dove terminare le partite in undici contro undici par essere una sorta di mancanza di rispetto nei confronti dell'arbitro che deve pur usare quel cartellino rosso che si ritrova. Dove complicarsi la vita è lecito, quasi apprezzato.
Ma è anche un girone molto combattuto e caparbio. Caparbia come la giocata insistita che ha permesso al Ghana di riacciuffare una partita che gli stava scappando dalle mani e dai piedi.

(PA photos)

Lui è Andrè Ayew, ventenne ottima ala destra della nazionale ghanese. Nonché figlio di Abedì Ayew "Pelè", tre volte Pallone d'Oro Africano, passato anche da Torino a metà anni '90; nonché protagonista della giocata da cui è scaturita la mischia che ha portato Harry Kewell ad allargare sulla linea di porta il braccio destro quel tanto che potesse bastare ad evitare un gol certo del Ghana.
Peccato però che questo nel calcio sia vietato. E il gol gli africani alla fine lo fanno lo stesso, su rigore (secondo consecutivo per Asamoah Gyan), mentre Kewell scivola incomprensibilmente irato verso gli spogliatoi a causa del doveroso cartellino rosso sbattutogli in faccia dall'italico direttore di gara Roberto Rosetti.
Insomma, a giudicarla col senno di poi, non una grande scelta quella dell'ex esterno di Leeds e Liverpool. Ma non si può certo fargliene una colpa, anche perché in questo Mondiale si son contati più falli di mano che gol su punizione. Per dire..
Poi c'è da dire che l'Australia, pur soffrendo l'inferiorità numerica, ha avuto pure le sue occasioni per andare di nuovo a segno, in particolare con un tale, Luke Wilkshire, che si presenta tutto solo in'area, ma starnutisce un tiro anemico che viene respinto dall'estremo difensore ghanese Richard Kingson, il quale così può anche farsi perdonare (in parte) l'enorme fesseria di inizio gara che aveva portato al vantaggio australiano.


Menzione speciale per Sulley Muntari. Al 77' fa il suo esordio in questo Mondiale. Ma dopo il primo stop sbagliato, pensando di essere a "San Siro", scappa negli spogliatoi, fa i bagagli, e fugge a piedi in Lesotho dichiarandosi prigioniero politico..

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