Serbia, ovvero una martellata sui coglioni. Dovessi fare un trattatello su quest'inno alla noia disputatosi oggi pomeriggio, non potrei titolarlo altrimenti. Forse i giocatori serbi hanno già prenotato le vacanze trovando libera solo l'ultima settimana di giugno, e non possono proprio proseguire il Mondiale. Forse ai serbi piace risolvere situazioni complicate. O forse Kuzmanovic è solo un cretino. Un bel cretino.
Zlatko Kuzmanovic, tre stagioni in Italia con la casacca della Fiorentina, e il desiderio inspiegabile di scoprire cosa si prova ad essere odiati da un'intera nazione. La sua. Forse sarò drastico, ma se è stata macchiata più volte persino la memoria del più forte giocatore italiano degli ultimi trent'anni, parlo naturalmente del "divin codino" Roberto Baggio, con la continua riproposizione di quel rigore tirato alle stelle nella finale del mondiale statunitense, allora non vedo perché non si possa sottolineare più e più volte la scelleratezza insensata dell'ex viola Kuzmanovic. Per lui la federazione serba ha pronta una nuova divisa: pantaloncini con le tasche. L'alternativa è la legge del taglione.
In tutto questo una bruttissima partita, sintomo della stagione negativa vissuta dall'Udinese. No, non sono impazzito...gli altri protagonisti alla fine della fiera son stati infatti due elementi legati alla squadra friulana: il difensore serbo Aleksandar Lukovic, tuttora in serie A, e l'attaccante ghanese Asamoah Gyan. Il primo si fa espellere per doppia giusta ammonizione, e non fa certo un gran favore ai compagni di squadra; il secondo, ex Udinese fino a due stagioni fa, sigla il rigore della vittoria.
Menzione speciale per Nikola Zigic. Nel secondo tempo si rende protagonista di un'ottima chiusura difensiva che evita un gol sicuro al Ghana. Peccato sia un giocatore della Serbia..

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