Funzionale ed elegante, modesta ma solida, l'Olanda di Bert van Marwijk si presenta come una monovolume senza troppe pretese, sempre più capace però di macinare senza affanno quei chilometri che la separano dalla finale di Johannesburg.
Certo è che fin ora ha percorso una sorta di autostrada con le corsie completamente sgombre e un clima ottimo per viaggiare, ma certi agi bisogna pure saperseli conquistare. Vero Capello?!....
Ora la strada comincia a farsi in salita, e si rischia soprattutto di dover lasciare l'autostrada per inserirsi su una meno agevole superstrada che porta al Brasile. O forse si presenterà davanti un nuovo tratto di autostrada, ma più impervio rispetto a questa tranquilla corsa sui sentieri della Slovacchia. In Cile infatti ci sono alture pericolose da affrontare. Staremo a vedere cosa verrà fuori dall'altro ottavo di finale. Intanto oggi l'Olanda ha fatto il minimo indispensabile, e tanto le va bene.
Ed è pure tornato Arjen Robben, titolare e decisivo. L'esterno del Bayern Monaco ha infatti sbloccato una gara che, lungi dall'essere in mano agli slovacchi, era comunque più equilibrata di quanto non si potesse pensare. D'altronde in questo Mondiale la nazionale arancione non ci ha ancora fatto vedere vere e proprie fasi di bel gioco. Ma anche questo non vuol dire nulla ai fini di una marcia che possa portare alla conquista di un trofeo che l'Olanda ha spesso onorato con molto bel gioco e poche vittorie.
Se poi a Robben, che già è forte di suo, permettono pure di fare sempre il solito movimento, senza ricordarsi di tutti i gol segnati dall'ex Chelsea e Real Madrid negli ultimi sedici anni della sua carriera, allora vincere diventa un po' più facile. Ma era pur sempre la Slovacchia, direte voi. Gli ha segnato persino l'Italia, addirittura due gol!...E' giusto. Di cosa cazzo mi sorprendo?!...
La partita è abbastanza monotona e di basso ritmo. Basti pensare che il momento più euforico è quello in cui scopro, grazie ad un'inquadratura inutile, che uno degli assistenti del ct olandese è nientemeno che il caro vecchio Frank De Boer!...
Nel secondo tempo cambia poco, se non il fatto che la Slovacchia riesce, in maniera parecchio casuale, a portarsi due volte davanti alla porta di Maarten Stekelenburg, prima col piccolo talento (piccolo di statura e d'età) Miroslav Stoch e poi con il gigante di legno Ròbert Vittek (sosia in versione minore del gigante ceco Jan Koller..), trovando però in entrambi i casi la pronta risposta del portiere olandese che presumibilmente s'era allenato nei giorni scorsi per imparare a parare nel dormiveglia..
Quindi il gol di Wesley Senijder a porta spalancata su servizio dell'attaccante tuttofare del Liverpool, Dirk Kuyt, a sua volta servito dal portiere slovacco Jàn Mucha, che esce a bere una birra dimenticandosi però di chiudere la porta...e soprattutto di prendere la palla. E alla fine l'inutile rigore segnato da Vittek a recupero scaduto, mentre qualche olandese era già in infradito pronto a fare la doccia.
Menzione speciale per Bert van Marwijk. L'allenatore olandese, col suo stile da elegante uomo di mezz'età, ha chiaramente lanciato la sfida al ct tedesco Loew. Si attendono sviluppi dalla prossima rifinitura che si terrà tra la sartoria e il guardaroba..

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Dite dite....