giovedì 17 giugno 2010

Ore 16: GRECIA - NIGERIA 2 - 1

Mi spiace ripetermi. Mi spiace ripetere quanto di negativo ho già scritto per un'altra squadra africana, ossia i padroni di casa del Sudafrica, ma anche la prematura fine dei sogni di gloria per la Nigeria è più che meritata.
Oggi, durante il divertente incontro disputatosi tra i centrafricani e la Grecia, è mancato solo che i giocatori della Nigeria si tagliassero le palle e le offrissero agli avversari su un vassoio d'argento.
Sono ormai vent'anni che aspettiamo il salto di qualità delle nazionali del continente nero, ed invece sembra essere davvero definitivamente esaurito il momento d'oro di grandi potenze del calcio africano come Camerun e, appunto, le aquile verdi di Lagos.
Sarà stata tutta colpa di Kaita, il centrocampista nigeriano fattosi espellere alla mezzora del primo tempo per un fallito tentativo di calcione?

(foto Reuters)

Sani Kaita si copre il volto con la maglia verde, forse perché piange, sicuramente perché sa di aver sbagliato e non vuole che glielo si legga in faccia. Certe cose un uomo non le riesce a reggere, ed è comprensibile. Certo, ha sbagliato. Ma ammettetelo: chi non avrebbe provato a tirare un calcio a quel Vasilis Torosidis?! Con la faccia irritante che si ritrova, tutta pienamente espressa nella vergognosa e anche malriuscita pagliacciata di fingere di aver subìto un colpo in realtà mai giunto a destinazione, Torosidis riuscirebbe a stare antipatico persino a Biancaneve e tutti i nani messi insieme.
Kaita comunque ha fatto una cazzata ed è stato giustamente espulso. E con l'uomo in meno la Nigeria si è trovata in effetti praticamente costretta a soffrire gli attacchi forsennati degli uomini di Otto Rehagel, che dopo la superiorità numerica aveva pure inserito un altro attaccante al posto del difensore genoano Sokratis Papastathopoulos. Però bisogna anche dire che la Grecia, a parte un paio di azioni palla a terra volte a sfruttare l'uomo in più, si è prodotta soprattutto in tentativi da fuori area e cross aerei dalla trequarti, ossia soluzioni potenzialmente controllabili anche in inferiorità numerica. Situazioni controllabili certo, ma a patto però che in area di rigore si marchino gli avversari! Altrimenti all'ottimo estremo difensore Vincent Enyeama non basteranno mai miriadi di ottimi interventi per salvare il culo alla squadra.
E difatti così è stato. Al povero portiere nigeriano sono arrivati tiri da tutte la parti, anche dagli spalti probabilmente. Nel primo gol la palla è stata deviata da un compagno, e spiazzato com'era avrebbe potuto raggiungerla solo con una bestemmia. Poi ha parato più di quello che avrebbe potuto. Quindi ha avuto la sola sfortuna di respingere male un tiro, regalando la palla del 2 - 1 proprio ai piedi di Torosidis. Destino beffardo.
Ma, infortunio di Enyeama a parte, gli errori in difesa non sono stati i soli. Il signorino attaccante dei miei stivali (che non ho), Chinedu Obasi, deve infatti spiegarmi come diamine può ritenersi ancora rappresentante di tal ruolo dopo aver ciabattato malamente, a due metri di distanza, una palla che la porta, vuota, chiedeva solamente di accogliere tra le sue larghe reti. Ma va là..


Menzione speciale per il centravanti greco Georgios Samaras. Ho scoperto che nel film "The Passion" di Mel Gibson è stato controfigura di Jim Caveziel quando doveva stare fermo fuori dal centro della scena. Cosa che Samaras sa fare molto bene..

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